Il Waterfront è una risorsa ambientale strategica ed è il cuore naturale della Città Circolare, il complesso sistema destinato a tracciare e determinare l’asse ordinatore delle grandi trasformazioni politiche, sociali e urbane tese alla strutturazione definitiva della città metropolitana tra Venezia, Padova e Treviso.
Mestre, Marghera e Tessera formano l’ossatura primaria di questa necessaria struttura territoriale, e con il loro waterfront l’imbastitura dalla quale sviluppare il sistema di rete tra le città quale nuova forma di governance su scala europea.
Il nostro programma si base sulla strategia generale di vincere la percezione dell’acqua e del suo fronte come fattore di limite e di ostacolo, puntando viceversa alla valorizzazione di questa risorsa portandola al centro delle politiche di sviluppo di tutto il territorio.
Il Waterfront dell’area metropolitana è composto dalle seguenti macro-aree:
Piazzale Roma e S.Lucia, S. Marta, Marittima e Area Ex Italgas
La zona industriale di Porto Marghera
Forte Marghera e il Parco di S.Giuliano
Campalto e Tessera
Piazzale Roma e Santa Lucia, Santa Marta, Marittima e Area Ex-Italgas
Con il trasferimento del porto turistico e la creazione di un hub integrato dei trasporti in terraferma queste aree, oggi tra loro apparentemente disomogenee, potrebbero essere concepite come un unico grande comprensorio (circa 80 ettari), e come tale essere reinterpretato progettualmente dal punto di vista funzionale, urbanistico e architettonico. Insieme rappresentano infatti un’opportunità dall’enorme potenziale, in quanto godono di una posizione assolutamente strategica e con una prerogativa unica, e cioè il loro collegamento diretto con la terraferma. Tale condizione rappresenta un evidente vantaggio per quanto concerne sia gli eventuali costi di realizzazione, sia le potenzialità connettive con la terraferma (nuove possibili fermate della SFMR, del tram, piste ciclabili ecc.). E’ grazie a questa competitività di costi che potrebbero essere qui previste nuove strutture abitative in social-housing o in edilizia convenzionata o sovvenzionate operazioni anche molto più onerose se previste attraverso il recupero di un immobile storico.
Inoltre occorre dotare la città storica di nuovi servizi quali impiantistica sportiva, scuole, asili e parchi attrezzati, spazi polivalenti per i cittadini. Parte di queste funzioni potrebbero essere anche di supporto o integrate alle strutture universitarie, che a loro volta necessiterebbero di alloggi per studenti, docenti e ricercatori per raggiungere uno standard qualitativo di eccellenza europea.
Con la creazione di un hub integrato dei trasporti in terraferma il Tronchetto rappresenterà, in un prossimo futuro, il nuovo Piazzale Roma. Con il suo people mover potrebbe quindi essere l’unico grande “serbatoio” di parcheggi per i soli residenti, mentre il traffico turistico verrebbe veicolato unicamente tramite i sistemi pubblici di trasporto integrato. Al Tronchetto andrà potenziato il servizio di ferry boat per il Lido, e dovrà essere prevista una nuova zona per il carico e scarico delle merci ottimizzando la disordinata situazione attuale. Una volta attivato l’hub integrato dei trasporti in terraferma, il Ponte della Libertà verrà automaticamente sgravato da un’enorme quantità di traffico veicolare dovuto al flusso costante di tutti gli autobus del servizio pubblico, dei pullman turistici, dei pendolari e dei turisti in auto ecc. Si apriranno quindi nuovi possibili scenari per l’utilizzo del ponte stesso, oltre ad una più agevole collocazione della metropolitana, della rete tramviaria, delle piste ciclabili (che potrebbero spingersi fino alle zattere…), dei percorsi pedonali, e per una serie di attività al servizio dei cittadini e della qualità della vita.
La zona industriale di Porto Marghera
Questo è il luogo dove necessariamente abbiamo ricollocato il motore dello sviluppo economico del territorio e, in quanto tale, diventerà il primo appuntamento della nostra agenda di lavoro. Per quest’area dobbiamo pensare “in grande” e rimuovere completamente il pensiero che possa ancora contenere l’industria “chimica” intesa così come è stata concepita fin dal suo insediamento. Va innescato un processo di promozione e forte riconversione verso i nuovi settori della green economy che qui, meglio di altrove,
possono trovare spazi e agevolazioni di insediamento, previa una forte, determinata e corale azione politica tesa a ripensare, per tutto Porto Marghera, una nuova legge per la riconversione dei siti industriali dismessi.
Si dovrà promuovere l’insediamento di tutte quelle relazioni, attività e organizzazioni siano esse orientate alla produzione, alla ricerca, alla comunicazione di tecnologie di arte di cultura e spettacolo che siano direttamente legate alle specificità che il nostro territorio ha da sempre espresso che di seguito brevemente elenchiamo: ricerca e nuove tecnologie, produzione cinematografica, nuovi spazi organizzati per la portualità, opere dedicate al divertimento e all’intrattenimento, aree sportive dedicate, ma soprattutto integrate con strutture alberghiere di vari livelli, zone residenziali, aree e passeggiate verdi sui fronti dei canali e darsene per la diportistica minore.
Tutto ciò dovrà partire dal recupero dei manufatti di quell’archeologia industriale che è il vero patrimonio storico-testimoniale delle generazioni che hanno costituito e costruito la città, dato assolutamente invidiabile ed unico.
Forte Marghera e il Parco di San Giuliano
Gli spazi e i manufatti storici del Forte Marghera sono nel cuore del programma del Waterfront, e rappresentano la naturale cerniera tra la città d’acqua e quella di terraferma. Opportunamente restaurati e riconvertiti potranno divenire, in sinergia con il completamento del Parco di San Giuliano e nell’ottica di potenziare al massimo l’interconnessione viaria e infrastrutturale con il polo universitario di via Torino, il luogo ideale ove collocare le attività direzionali e organizzative del nuovo, grande polo sportivo della città, con una particolare attenzione alle attività acquatiche – tradizionali e non – e con l’attivazione di corsi specifici di livello universitario per la medicina dello sport.
Campalto e Tessera
Questa estesa parte di fronte d’acqua necessita di una risistemazione urbana e di una riqualificazione delle attività che vi si sono insediate nel tempo in modo disordinato e improprio. Pensiamo sia possibile una destinazione a forte carattere residenziale, con il recupero dei canali che si addentrano verso la terraferma inseriti nel progetto del Bosco di Mestre.
Più articolato il discorso relativo all’ultima porzione territoriale dell’area, fortemente caratterizzata dall’Aeroporto Internazionale Marco Polo: in linea con i necessari progetti di sviluppo e le necessità di una interconnessione sempre più ampia, l’intera area deve inserirsi e dialogare con il territorio senza creare fratture e limiti, quindi si ad una programmata ed attenta crescita infrastrutturale della stazione aeroportuale, si anche al trasferimento possibile del Casinò Municipale, si al nuovo Stadio della città, no deciso invece ad una ulteriore espansione con destinazione direzionale e terziaria, come sciaguratamente previsto nella variante sul quadrante di Tessera. Basta con la cementificazione illogica, basta con il continuo e sconsiderato sopruso speculativo sul territorio: Una Grande Città intende battersi proponendo quale sito alternativo tutte quelle aree di Porto Marghera già naturalmente predisposte e attualmente soffocate dal declino industriale, sulle quali occorre impedire la posa di una vera e propria pietra tombale.
Il Waterfront è una risorsa ambientale strategica ed è il cuore naturale della Città Circolare, il complesso sistema destinato a tracciare e determinare l’asse ordinatore delle grandi trasformazioni politiche, sociali e urbane tese alla strutturazione definitiva della città metropolitana tra Venezia, Padova e Treviso.
Mestre, Marghera e Tessera formano l’ossatura primaria di questa necessaria struttura territoriale, e con il loro waterfront l’imbastitura dalla quale sviluppare il sistema di rete tra le città quale nuova forma di governance su scala europea.
Il nostro programma si base sulla strategia generale di vincere la percezione dell’acqua e del suo fronte come fattore di limite e di ostacolo, puntando viceversa alla valorizzazione di questa risorsa portandola al centro delle politiche di sviluppo di tutto il territorio.
Il Waterfront dell’area metropolitana è composto dalle seguenti macro-aree:
- Piazzale Roma e S.Lucia, S. Marta, Marittima e Area Ex Italgas
- La zona industriale di Porto Marghera
- Forte Marghera e il Parco di S.Giuliano
- Campalto e Tessera
Piazzale Roma e Santa Lucia, Santa Marta, Marittima e Area Ex-Italgas
Con il trasferimento del porto turistico e la creazione di un hub integrato dei trasporti in terraferma queste aree, oggi tra loro apparentemente disomogenee, potrebbero essere concepite come un unico grande comprensorio (circa 80 ettari), e come tale essere reinterpretato progettualmente dal punto di vista funzionale, urbanistico e architettonico. Insieme rappresentano infatti un’opportunità dall’enorme potenziale, in quanto godono di una posizione assolutamente strategica e con una prerogativa unica, e cioè il loro collegamento diretto con la terraferma. Tale condizione rappresenta un evidente vantaggio per quanto concerne sia gli eventuali costi di realizzazione, sia le potenzialità connettive con la terraferma (nuove possibili fermate della SFMR, del tram, piste ciclabili ecc.). E’ grazie a questa competitività di costi che potrebbero essere qui previste nuove strutture abitative in social-housing o in edilizia convenzionata o sovvenzionate operazioni anche molto più onerose se previste attraverso il recupero di un immobile storico.
Inoltre occorre dotare la città storica di nuovi servizi quali impiantistica sportiva, scuole, asili e parchi attrezzati, spazi polivalenti per i cittadini. Parte di queste funzioni potrebbero essere anche di supporto o integrate alle strutture universitarie, che a loro volta necessiterebbero di alloggi per studenti, docenti e ricercatori per raggiungere uno standard qualitativo di eccellenza europea.
Con la creazione di un hub integrato dei trasporti in terraferma il Tronchetto rappresenterà, in un prossimo futuro, il nuovo Piazzale Roma. Con il suo people mover potrebbe quindi essere l’unico grande “serbatoio” di parcheggi per i soli residenti, mentre il traffico turistico verrebbe veicolato unicamente tramite i sistemi pubblici di trasporto integrato. Al Tronchetto andrà potenziato il servizio di ferry boat per il Lido, e dovrà essere prevista una nuova zona per il carico e scarico delle merci ottimizzando la disordinata situazione attuale. Una volta attivato l’hub integrato dei trasporti in terraferma, il Ponte della Libertà verrà automaticamente sgravato da un’enorme quantità di traffico veicolare dovuto al flusso costante di tutti gli autobus del servizio pubblico, dei pullman turistici, dei pendolari e dei turisti in auto ecc. Si apriranno quindi nuovi possibili scenari per l’utilizzo del ponte stesso, oltre ad una più agevole collocazione della metropolitana, della rete tramviaria, delle piste ciclabili (che potrebbero spingersi fino alle zattere…), dei percorsi pedonali, e per una serie di attività al servizio dei cittadini e della qualità della vita.
La zona industriale di Porto Marghera
Questo è il luogo dove necessariamente abbiamo ricollocato il motore dello sviluppo economico del territorio e, in quanto tale, diventerà il primo appuntamento della nostra agenda di lavoro. Per quest’area dobbiamo pensare “in grande” e rimuovere completamente il pensiero che possa ancora contenere l’industria “chimica” intesa così come è stata concepita fin dal suo insediamento. Va innescato un processo di promozione e forte riconversione verso i nuovi settori della green economy che qui, meglio di altrove, possono trovare spazi e agevolazioni di insediamento, previa una forte, determinata e corale azione politica tesa a ripensare, per tutto Porto Marghera, una nuova legge per la riconversione dei siti industriali dismessi.
Si dovrà promuovere l’insediamento di tutte quelle relazioni, attività e organizzazioni siano esse orientate alla produzione, alla ricerca, alla comunicazione di tecnologie di arte di cultura e spettacolo che siano direttamente legate alle specificità che il nostro territorio ha da sempre espresso che di seguito brevemente elenchiamo: ricerca e nuove tecnologie, produzione cinematografica, nuovi spazi organizzati per la portualità, opere dedicate al divertimento e all’intrattenimento, aree sportive dedicate, ma soprattutto integrate con strutture alberghiere di vari livelli, zone residenziali, aree e passeggiate verdi sui fronti dei canali e darsene per la diportistica minore.
Tutto ciò dovrà partire dal recupero dei manufatti di quell’archeologia industriale che è il vero patrimonio storico-testimoniale delle generazioni che hanno costituito e costruito la città, dato assolutamente invidiabile ed unico.
Forte Marghera e il Parco di San Giuliano
Gli spazi e i manufatti storici del Forte Marghera sono nel cuore del programma del Waterfront, e rappresentano la naturale cerniera tra la città d’acqua e quella di terraferma. Opportunamente restaurati e riconvertiti potranno divenire, in sinergia con il completamento del Parco di San Giuliano e nell’ottica di potenziare al massimo l’interconnessione viaria e infrastrutturale con il polo universitario di via Torino, il luogo ideale ove collocare le attività direzionali e organizzative del nuovo, grande polo sportivo della città, con una particolare attenzione alle attività acquatiche – tradizionali e non – e con l’attivazione di corsi specifici di livello universitario per la medicina dello sport.
Campalto e Tessera
Questa estesa parte di fronte d’acqua necessita di una risistemazione urbana e di una riqualificazione delle attività che vi si sono insediate nel tempo in modo disordinato e improprio. Pensiamo sia possibile una destinazione a forte carattere residenziale, con il recupero dei canali che si addentrano verso la terraferma inseriti nel progetto del Bosco di Mestre.
Più articolato il discorso relativo all’ultima porzione territoriale dell’area, fortemente caratterizzata dall’Aeroporto Internazionale Marco Polo: in linea con i necessari progetti di sviluppo e le necessità di una interconnessione sempre più ampia, l’intera area deve inserirsi e dialogare con il territorio senza creare fratture e limiti, quindi si ad una programmata ed attenta crescita infrastrutturale della stazione aeroportuale, si anche al trasferimento possibile del Casinò Municipale, si al nuovo Stadio della città, no deciso invece ad una ulteriore espansione con destinazione direzionale e terziaria, come sciaguratamente previsto nella variante sul quadrante di Tessera. Basta con la cementificazione illogica, basta con il continuo e sconsiderato sopruso speculativo sul territorio: Una Grande Città intende battersi proponendo quale sito alternativo tutte quelle aree di Porto Marghera già naturalmente predisposte e attualmente soffocate dal declino industriale, sulle quali occorre impedire la posa di una vera e propria pietra tombale.
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PROGRAMMA UGC COMPLETO 