Una Grande Città Elezioni comune di Venezia 2010
Se è vero che le eccezionali caratteristiche ambientali del contesto lagunare rappresentano una ricchezza imprescindibile del territorio per gli abitanti ma anche per i turisti, è anche vero che l’efficienza dei sistemi di trasporto per spostamenti veloci è divenuta una prerogativa irrinunciabile per le attività lavorative e per le esigenze del cittadino. E’ con questa doppia ottica, apparentemente inconciliabile, che riteniamo opportuno formulare le nostre proposte: MOBILITA’ VELOCE e SOSTENIBILE
SFMR (Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale). Così come sta avvenendo nei paesi più sviluppati d’Europa, il futuro della mobilità veloce a livello locale non potrà che avvenire su rotaia tramite mezzi collettivi e in questo senso attribuiamo potenzialità enormi al costituendo SFMR. Se attentamente calibrato, tale sistema potrà rappresentare non solo la nuova vera spina dorsale dei trasporti del nostro territorio ma un vero e proprio elemento di valorizzazione delle singole parti della città. Tale sistema potrebbe trovare come elemento di testa un suo adeguato sviluppo anche a Venezia, riattivando, attraverso le opportune modifiche, linee ferroviarie già esistenti fino a Santa Marta. Ciò consentirebbe di creare un’alternativa al già sovracongestionato polo di P.le Roma, alleggerendone il carico,  oltre che a rappresentare un elemento di innesco per nuove iniziative e un link immediato con l’aeroporto.
HUB D’INTERSCAMBIO IN TERRAFERMA. La grande svolta che deve essere intrapresa nella nostra città riguarda la creazione di un HUB D’INTERSCAMBIO IN TERRAFERMA, luogo dove ipotizzare un nuovo grande snodo intermodale (gomma, ferro, acqua) che garantisca la gestione, in un unico organismo polivalente ed integrato, dei diversi flussi: autoveicoli, taxi, parcheggi, treni, metropolitana di superficie, tram, pullman, autobus, vaporetti, barche, in diretto collegamento con l’aeroporto attraverso la prevista bretella di raccordo della metropolitana di superficie.
Un unico polo che eviti il moltiplicarsi di nuove, costosissime infrastrutture necessarie per servire singolarmente i diversi sistemi di trasporto, che interagisca e ottimizzi quelli esistenti o previsti. Un nuovo polo capace di imprimere una forte spinta per la riqualificazione di ampi spazi dismessi garantendone anche gli eventuali costi di bonifica, e che interpreti la volontà di potenziare la nuova stazione di Mestre.
In prossimità di un polo di questo spessore potrebbero trovare naturale collocazione eventuali zone fieristiche, ricettive e sportive, capaci di appoggiarsi sempre sullo stesso sistema infrastrutturale in un’ottica ulteriormente allargata di ottimizzazione e risparmio.
Inoltre, grazie alla centralità dovuta all’incrocio dei diversi flussi diretti a Venezia, il nuovo Hub garantirebbe un alto grado di visibilità e quindi di appetibilità da parte di possibili investitori privati.
SUBLAGUNARE. Per quanto concerne la Sublagunare, l’attuale tracciato proposto ci sembra quantomeno non completo ma anche il meno razionale dal punto di vista dei flussi urbani. E’ sufficiente verificare le ricerche e i dati del COSES per capire come il tracciato debba avere una struttura circolare ad anello che, partendo da S.Basilio, punto di arrivo del Tram, passando per la Giudecca si protenda fino a S. Marco e al Lido, per poi rientrare verso l’Arsenale ricongiungendosi al tracciato del tram a Tessera.
In ogni caso un’opera di così importante impatto sia ambientale che strategico sulla mobilità e sul controllo dei flussi andrà prioritariamente valutata dal punto di vista della fattibilità tecnica e dell’eco-compatibilità. Solo in seguito potrà passare il vaglio del Consiglio Comunale (finora non intervenuto), ma anche e soprattutto della cittadinanza, attivando un dibattito civico e prevedendo la possibilità per i cittadini di esprimersi in maniera anche referendaria sul loro gradimento ai tracciati e alle soluzioni proposte per poter dar attuazione a decisioni partecipate.
E’ certo che nell’immediato Venezia ha bisogno di una mobilità veloce: per sposare questa necessità va ripensato completamente il sistema di trasporti acquei di superficie, sperimentando sistemi di trasporto innovativi (ad esempio gli hovercaft per le lunghe tratte e le isole minori) e  incentivando lo sviluppo di tecnologie alternative per le barche a motore: in tutto il mondo esistono già motorizzazioni miste elettriche/diesel che risponderebbero quindi anche alla normativa marina vigente in laguna, ma ridurrebbero drasticamente moto ondoso e inquinamento nei canali “urbani”. Questi provvedimenti dovrebbero affiancarsi ad una costante tutela del “traffico” a remi, che preveda posti barca dedicati, nuove sedi per le remiere, potenziamento servizio dei traghetti a remi etc.
TRAM. Per quanto concerne il sistema Tram, l’attuale tracciato realizzato va connesso in funzione dei fondamentali collegamenti con la Città d’acqua, l’Ospedale dell’Angelo e l’Aeroporto, mettendolo quindi in rapporto con il Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale e quindi con due terminal acquei localizzati a Fusina e Tessera, che devono essere urgentemente progettati e realizzati.
Contestualmente a questo nuovo ed integrato ridisegno dello spostarsi in Città va ripensata la viabilità e pedonabilità del centro di Mestre, quindi delle zone a traffico limitato delle connessioni pedonali delle piazze e della loro accessibilità.
TRAFFICO VEICOLARE, PEDONALIZZAZIONE E PARCHEGGI. Il sistema deve garantire innanzitutto una zona pedonale allargata al vero nucleo storico, inglobando gli ambiti di Piazza Ferretto, di via Poerio (zona del museo M9) fino alla villa Erizzo, (biblioteca centrale), integrati alla Piazza XXVII Ottobre organizzata per il mercato settimanale, per ricongiungere la testa del Canal Salso, del quale si dovranno sistemare ambedue le sponde con percorsi ciclo pedonali alberati fino al Forte Marghera. A Nord Ovest, attraverso la riqualificazione dell’area ex Ospedale Umberto I, l’area pedonale potrà riconnettersi con la zona sportiva di via Olimpia, nuovo lounge di relax in centro città completamente ad uso sportivo, con una possibile galleria commerciale che invita e annette alla principale stazione della metropolitana regionale collocata in prossimità della biforcazione del Marzenego a nord-ovest della attuale palestra del C.O.N.I.
Il declassamento della Tangenziale sarà condizione per creare una circolarità del traffico autoveicolare nella Città di Terra, con accessi preferenziali radiali al centro urbano e verso l’ area pedonalizzata, eliminando quindi il traffico di attraversamento. A tal proposito andrà potenziato il sistema dei parcheggi nelle zone limitrofe all’area pedonalizzata.
La rilettura del SISTEMA di MOBILITA’ INTEGRATA imporrà la completa riorganizzazione della viabilità della Città di Terra e la conseguente revisione organica della rete di piste ciclabili, prevedendo il collegamento con la Città d’ Acqua attraverso il ponte della Libertà.
Se è vero che le eccezionali caratteristiche ambientali del contesto lagunare rappresentano una ricchezza imprescindibile del territorio per gli abitanti ma anche per i turisti, è anche vero che l’efficienza dei sistemi di trasporto per spostamenti veloci è divenuta una prerogativa irrinunciabile per le attività lavorative e per le esigenze del cittadino. E’ con questa doppia ottica, apparentemente inconciliabile, che riteniamo opportuno formulare le nostre proposte:
MOBILITA’ VELOCE e SOSTENIBILE
SFMR (Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale). Così come sta avvenendo nei paesi più sviluppati d’Europa, il futuro della mobilità veloce a livello locale non potrà che avvenire su rotaia tramite mezzi collettivi e in questo senso attribuiamo potenzialità enormi al costituendo SFMR. Se attentamente calibrato, tale sistema potrà rappresentare non solo la nuova vera spina dorsale dei trasporti del nostro territorio ma un vero e proprio elemento di valorizzazione delle singole parti della città. Tale sistema potrebbe trovare come elemento di testa un suo adeguato sviluppo anche a Venezia, riattivando, attraverso le opportune modifiche, linee ferroviarie già esistenti fino a Santa Marta. Ciò consentirebbe di creare un’alternativa al già sovracongestionato polo di P.le Roma, alleggerendone il carico,  oltre che a rappresentare un elemento di innesco per nuove iniziative e un link immediato con l’aeroporto.
HUB D’INTERSCAMBIO IN TERRAFERMA. La grande svolta che deve essere intrapresa nella nostra città riguarda la creazione di un HUB D’INTERSCAMBIO IN TERRAFERMA, luogo dove ipotizzare un nuovo grande snodo intermodale (gomma, ferro, acqua) che garantisca la gestione, in un unico organismo polivalente ed integrato, dei diversi flussi: autoveicoli, taxi, parcheggi, treni, metropolitana di superficie, tram, pullman, autobus, vaporetti, barche, in diretto collegamento con l’aeroporto attraverso la prevista bretella di raccordo della metropolitana di superficie.
Un unico polo che eviti il moltiplicarsi di nuove, costosissime infrastrutture necessarie per servire singolarmente i diversi sistemi di trasporto, che interagisca e ottimizzi quelli esistenti o previsti. Un nuovo polo capace di imprimere una forte spinta per la riqualificazione di ampi spazi dismessi garantendone anche gli eventuali costi di bonifica, e che interpreti la volontà di potenziare la nuova stazione di Mestre.
In prossimità di un polo di questo spessore potrebbero trovare naturale collocazione eventuali zone fieristiche, ricettive e sportive, capaci di appoggiarsi sempre sullo stesso sistema infrastrutturale in un’ottica ulteriormente allargata di ottimizzazione e risparmio.
Inoltre, grazie alla centralità dovuta all’incrocio dei diversi flussi diretti a Venezia, il nuovo Hub garantirebbe un alto grado di visibilità e quindi di appetibilità da parte di possibili investitori privati.
SUBLAGUNARE. Per quanto concerne la Sublagunare, l’attuale tracciato proposto ci sembra quantomeno non completo ma anche il meno razionale dal punto di vista dei flussi urbani. E’ sufficiente verificare le ricerche e i dati del COSES per capire come il tracciato debba avere una struttura circolare ad anello che, partendo da S.Basilio, punto di arrivo del Tram, passando per la Giudecca si protenda fino a S. Marco e al Lido, per poi rientrare verso l’Arsenale ricongiungendosi al tracciato del tram a Tessera.
In ogni caso un’opera di così importante impatto sia ambientale che strategico sulla mobilità e sul controllo dei flussi andrà prioritariamente valutata dal punto di vista della fattibilità tecnica e dell’eco-compatibilità. Solo in seguito potrà passare il vaglio del Consiglio Comunale (finora non intervenuto), ma anche e soprattutto della cittadinanza, attivando un dibattito civico e prevedendo la possibilità per i cittadini di esprimersi in maniera anche referendaria sul loro gradimento ai tracciati e alle soluzioni proposte per poter dar attuazione a decisioni partecipate.
E’ certo che nell’immediato Venezia ha bisogno di una mobilità veloce: per sposare questa necessità va ripensato completamente il sistema di trasporti acquei di superficie, sperimentando sistemi di trasporto innovativi (ad esempio gli hovercaft per le lunghe tratte e le isole minori) e  incentivando lo sviluppo di tecnologie alternative per le barche a motore: in tutto il mondo esistono già motorizzazioni miste elettriche/diesel che risponderebbero quindi anche alla normativa marina vigente in laguna, ma ridurrebbero drasticamente moto ondoso e inquinamento nei canali “urbani”. Questi provvedimenti dovrebbero affiancarsi ad una costante tutela del “traffico” a remi, che preveda posti barca dedicati, nuove sedi per le remiere, potenziamento servizio dei traghetti a remi etc.
TRAM. Per quanto concerne il sistema Tram, l’attuale tracciato realizzato va connesso in funzione dei fondamentali collegamenti con la Città d’acqua, l’Ospedale dell’Angelo e l’Aeroporto, mettendolo quindi in rapporto con il Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale e quindi con due terminal acquei localizzati a Fusina e Tessera, che devono essere urgentemente progettati e realizzati.
Contestualmente a questo nuovo ed integrato ridisegno dello spostarsi in Città va ripensata la viabilità e pedonabilità del centro di Mestre, quindi delle zone a traffico limitato delle connessioni pedonali delle piazze e della loro accessibilità.
TRAFFICO VEICOLARE, PEDONALIZZAZIONE E PARCHEGGI. Il sistema deve garantire innanzitutto una zona pedonale allargata al vero nucleo storico, inglobando gli ambiti di Piazza Ferretto, di via Poerio (zona del museo M9) fino alla villa Erizzo, (biblioteca centrale), integrati alla Piazza XXVII Ottobre organizzata per il mercato settimanale, per ricongiungere la testa del Canal Salso, del quale si dovranno sistemare ambedue le sponde con percorsi ciclo pedonali alberati fino al Forte Marghera. A Nord Ovest, attraverso la riqualificazione dell’area ex Ospedale Umberto I, l’area pedonale potrà riconnettersi con la zona sportiva di via Olimpia, nuovo lounge di relax in centro città completamente ad uso sportivo, con una possibile galleria commerciale che invita e annette alla principale stazione della metropolitana regionale collocata in prossimità della biforcazione del Marzenego a nord-ovest della attuale palestra del C.O.N.I.
Il declassamento della Tangenziale sarà condizione per creare una circolarità del traffico autoveicolare nella Città di Terra, con accessi preferenziali radiali al centro urbano e verso l’ area pedonalizzata, eliminando quindi il traffico di attraversamento. A tal proposito andrà potenziato il sistema dei parcheggi nelle zone limitrofe all’area pedonalizzata.
La rilettura del SISTEMA di MOBILITA’ INTEGRATA imporrà la completa riorganizzazione della viabilità della Città di Terra e la conseguente revisione organica della rete di piste ciclabili, prevedendo il collegamento con la Città d’ Acqua attraverso il ponte della Libertà.

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La Città Circolare incarna una logica di sviluppo uniforme con precise scelte strategiche, di riorganizzazione e di riqualificazione urbana, tese soprattutto al recupero della città esistente.
Sul tappeto la necessaria valorizzazione dell’area centrale di Mestre (ex-area ospedale) – per il rilancio del ruolo urbano delle piazze – e il ridisegno della zona adiacente al nuovo Ospedale dell’Angelo, in virtù della vicinanza con gli storici nuclei urbani di Zelarino, della Gazzera e di Chirignago e con il nucleo abitativo del Terraglio–Marocco. Per queste aree così strategiche va assolutamente innescato un processo di riqualificazione urbana e di interconnessione con le altre parti della Città, attraverso un processo di riuso delle aree sottostanti la “barriera” della Tangenziale non solo come parcheggi, ma come veri e propri luoghi caratterizzati dall’inserimento di attività di intrattenimento e svago, sportivo e culturale, mutuate dalle più importanti esperienze internazionali.
Di fondamentale rilievo è anche la riqualificazione del campo trincerato di Mestre:
- Forte Carpenedo sulla Circonvallazione Est
- Forte Mezzacapo in località Gatta
- Forte Brendole alla Gazzera
- Forte Tron
Detti forti devono divenire parte integrante di un progetto complessivo di sviluppo che li veda come punti fondanti di un recupero storico-ambientale-turistico dei luoghi.
Dal punto di vista urbanistico possono diventare, assieme al nuovo ospedale, elementi ordinatori dello sviluppo dei fronti nord e ovest, prevedendo opportuni spazi verdi alternati ad espansioni residenziali sulle principali vie di comunicazione con funzione di ricucitura del tessuto urbano frammentato.
Altro nostro tema decisivo è quello di trovare una soluzione alla profonda separazione tra Mestre e Marghera. La frattura del costruito e degli spazi collettivi, è determinata in modo drammatico dal fascio dei binari e dall’intreccio dei percorsi stradali. La ricucitura di questa “ferita”, che interrompe la continuità dello spazio urbano e la riqualificazione dello stesso, è un tema di fondamentale importanza per lo sviluppo, tanto per quello sociale, quanto per quello economico di una così grande porzione della nostra città.
Il tema degli ambiti legati alle stazioni ferroviarie nelle grandi città europee ed italiane è di assoluta attualità: varie amministrazioni pubbliche hanno infatti da tempo individuato nella realizzazione di nuove stazioni e negli interventi delle aree connesse alle stesse, un’irripetibile occasione per integrare il territorio urbano con il sistema dei trasporti; la possibilità di ridisegnare interi quartieri o grandi fette di città che sarebbero altrimenti compromessi, in fase di decadimento o completamente degradati. Orientarsi in favore di questo tipo d’interventi darebbe la possibilità, nelle aree che ben conosciamo, di riorganizzare alcuni spazi a verde e di aggregazione sociale.
La grande svolta che deve essere intrapresa nella nostra città riguarda lo spostamento della Stazione Ferroviaria, da ricollocare ad Ovest rispetto alla sua odierna posizione, nell’area che identifichiamo con l’attuale Parco Ferroviario.
E’ evidentemente un progetto di notevole impegno ma di eccezionale rilevanza per gli obiettivi che si potrebbero raggiungere. Siamo infatti convinti che lo sviluppo della nostra città meriti un livello di progettazione e di pianificazione di tale portata. Immaginiamoci le zone ad oggi interessate dalle stesse rampe che conducono allo scavalco dei binari: la loro eliminazione consentirebbe la messa in connessione delle aree contermini e l’aumento della qualità della vita di questi quartieri.
Per tutti questi motivi guardiamo con preoccupazione i progetti sul Quadrante di Tessera e la cosiddetta Veneto City. Con la scusa delle Olimpiadi destra e sinistra stanno modificando i piani di sviluppo urbanistico del territorio con criteri di scelta che andranno a discapito del recupero di Marghera e dei possibili investimenti sul resto del territorio comunale, oltre che a togliere identità ai centri delle comunità di terraferma.

La Città Circolare incarna una logica di sviluppo uniforme con precise scelte strategiche, di riorganizzazione e di riqualificazione urbana, tese soprattutto al recupero della città esistente.

Sul tappeto la necessaria valorizzazione dell’area centrale di Mestre (ex-area ospedale) – per il rilancio del ruolo urbano delle piazze – e il ridisegno della zona adiacente al nuovo Ospedale dell’Angelo, in virtù della vicinanza con gli storici nuclei urbani di Zelarino, della Gazzera e di Chirignago e con il nucleo abitativo del Terraglio–Marocco. Per queste aree così strategiche va assolutamente innescato un processo di riqualificazione urbana e di interconnessione con le altre parti della Città, attraverso un processo di riuso delle aree sottostanti la “barriera” della Tangenziale non solo come parcheggi, ma come veri e propri luoghi caratterizzati dall’inserimento di attività di intrattenimento e svago, sportivo e culturale, mutuate dalle più importanti esperienze internazionali.

Di fondamentale rilievo è anche la riqualificazione del campo trincerato di Mestre:

  • Forte Carpenedo sulla Circonvallazione Est
  • Forte Mezzacapo in località Gatta
  • Forte Brendole alla Gazzera
  • Forte Tron

Detti forti devono divenire parte integrante di un progetto complessivo di sviluppo che li veda come punti fondanti di un recupero storico-ambientale-turistico dei luoghi.

Dal punto di vista urbanistico possono diventare, assieme al nuovo ospedale, elementi ordinatori dello sviluppo dei fronti nord e ovest, prevedendo opportuni spazi verdi alternati ad espansioni residenziali sulle principali vie di comunicazione con funzione di ricucitura del tessuto urbano frammentato.

Altro nostro tema decisivo è quello di trovare una soluzione alla profonda separazione tra Mestre e Marghera. La frattura del costruito e degli spazi collettivi, è determinata in modo drammatico dal fascio dei binari e dall’intreccio dei percorsi stradali. La ricucitura di questa “ferita”, che interrompe la continuità dello spazio urbano e la riqualificazione dello stesso, è un tema di fondamentale importanza per lo sviluppo, tanto per quello sociale, quanto per quello economico di una così grande porzione della nostra città.

Il tema degli ambiti legati alle stazioni ferroviarie nelle grandi città europee ed italiane è di assoluta attualità: varie amministrazioni pubbliche hanno infatti da tempo individuato nella realizzazione di nuove stazioni e negli interventi delle aree connesse alle stesse, un’irripetibile occasione per integrare il territorio urbano con il sistema dei trasporti; la possibilità di ridisegnare interi quartieri o grandi fette di città che sarebbero altrimenti compromessi, in fase di decadimento o completamente degradati. Orientarsi in favore di questo tipo d’interventi darebbe la possibilità, nelle aree che ben conosciamo, di riorganizzare alcuni spazi a verde e di aggregazione sociale.

La grande svolta che deve essere intrapresa nella nostra città riguarda lo spostamento della Stazione Ferroviaria, da ricollocare ad Ovest rispetto alla sua odierna posizione, nell’area che identifichiamo con l’attuale Parco Ferroviario.

E’ evidentemente un progetto di notevole impegno ma di eccezionale rilevanza per gli obiettivi che si potrebbero raggiungere. Siamo infatti convinti che lo sviluppo della nostra città meriti un livello di progettazione e di pianificazione di tale portata. Immaginiamoci le zone ad oggi interessate dalle stesse rampe che conducono allo scavalco dei binari: la loro eliminazione consentirebbe la messa in connessione delle aree contermini e l’aumento della qualità della vita di questi quartieri.

Per tutti questi motivi guardiamo con preoccupazione i progetti sul Quadrante di Tessera e la cosiddetta Veneto City. Con la scusa delle Olimpiadi destra e sinistra stanno modificando i piani di sviluppo urbanistico del territorio con criteri di scelta che andranno a discapito del recupero di Marghera e dei possibili investimenti sul resto del territorio comunale, oltre che a togliere identità ai centri delle comunità di terraferma.

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Il Waterfront è una risorsa ambientale strategica ed è il cuore naturale della Città Circolare, il complesso sistema destinato a tracciare e determinare l’asse ordinatore delle grandi trasformazioni politiche, sociali e urbane tese alla strutturazione definitiva della città metropolitana tra Venezia, Padova e Treviso.
Mestre, Marghera e Tessera formano l’ossatura primaria di questa necessaria struttura territoriale, e con il loro waterfront l’imbastitura dalla quale sviluppare il sistema di rete tra le città quale nuova forma di governance su scala europea.
Il nostro programma si base sulla strategia generale di vincere la percezione dell’acqua e del suo fronte come fattore di limite e di ostacolo, puntando viceversa alla valorizzazione di questa risorsa portandola al centro delle politiche di sviluppo di tutto il territorio.
Il Waterfront dell’area metropolitana è composto dalle seguenti macro-aree:
Piazzale Roma e S.Lucia, S. Marta, Marittima e Area Ex Italgas
La zona industriale di Porto Marghera
Forte Marghera e il Parco di S.Giuliano
Campalto e Tessera
Piazzale Roma e Santa Lucia, Santa Marta, Marittima e Area Ex-Italgas
Con il trasferimento del porto turistico e la creazione di un hub integrato dei trasporti in terraferma queste aree, oggi tra loro apparentemente disomogenee, potrebbero essere concepite come un unico grande comprensorio (circa 80 ettari), e come tale essere reinterpretato progettualmente dal punto di vista funzionale, urbanistico e architettonico. Insieme rappresentano infatti un’opportunità dall’enorme potenziale, in quanto godono di una posizione assolutamente strategica e con una prerogativa unica, e cioè il loro collegamento diretto con la terraferma. Tale condizione rappresenta un evidente vantaggio per quanto concerne sia gli eventuali costi di realizzazione, sia le potenzialità connettive con la terraferma (nuove possibili fermate della SFMR, del tram, piste ciclabili ecc.). E’ grazie a questa competitività di costi che potrebbero essere qui previste nuove strutture abitative in social-housing o in edilizia convenzionata o sovvenzionate operazioni anche molto più onerose se previste attraverso il recupero di un immobile storico.
Inoltre occorre dotare la città storica di nuovi servizi quali impiantistica sportiva, scuole, asili e parchi attrezzati, spazi polivalenti per i cittadini. Parte di queste funzioni potrebbero essere anche di supporto o integrate alle strutture universitarie, che a loro volta necessiterebbero di alloggi per studenti, docenti e ricercatori per raggiungere uno standard qualitativo di eccellenza europea.
Con la creazione di un hub integrato dei trasporti in terraferma il Tronchetto rappresenterà, in un prossimo futuro, il nuovo Piazzale Roma. Con il suo people mover potrebbe quindi essere l’unico grande “serbatoio” di parcheggi per i soli residenti, mentre il traffico turistico verrebbe veicolato unicamente tramite i sistemi pubblici di trasporto integrato. Al Tronchetto andrà potenziato il servizio di ferry boat per il Lido, e dovrà essere prevista una nuova zona per il carico e scarico delle merci ottimizzando la disordinata situazione attuale. Una volta attivato l’hub integrato dei trasporti in terraferma, il Ponte della Libertà verrà automaticamente sgravato da un’enorme quantità di traffico veicolare dovuto al flusso costante di tutti gli autobus del servizio pubblico, dei pullman turistici, dei pendolari e dei turisti in auto ecc. Si apriranno quindi nuovi possibili scenari per l’utilizzo del ponte stesso, oltre ad una più agevole collocazione della metropolitana, della rete tramviaria, delle piste ciclabili (che potrebbero spingersi fino alle zattere…), dei percorsi pedonali, e per una serie di attività al servizio dei cittadini e della qualità della vita.
La zona industriale di Porto Marghera
Questo è il luogo dove necessariamente abbiamo ricollocato il motore dello sviluppo economico del territorio e, in quanto tale, diventerà il primo appuntamento della nostra agenda di lavoro. Per quest’area dobbiamo pensare “in grande” e rimuovere completamente il pensiero che possa ancora contenere l’industria “chimica” intesa così come è stata concepita fin dal suo insediamento. Va innescato un processo di promozione e forte riconversione verso i nuovi settori della green economy che qui, meglio di altrove,
possono trovare spazi e agevolazioni di insediamento, previa una forte, determinata e corale azione politica tesa a ripensare, per tutto Porto Marghera, una nuova legge per la riconversione dei siti industriali dismessi.
Si dovrà promuovere l’insediamento di tutte quelle relazioni, attività e organizzazioni siano esse orientate alla produzione, alla ricerca, alla comunicazione di tecnologie di arte di cultura e spettacolo che siano direttamente legate alle specificità che il nostro territorio ha da sempre espresso che di seguito brevemente elenchiamo: ricerca e nuove tecnologie, produzione cinematografica, nuovi spazi organizzati per la portualità, opere dedicate al divertimento e all’intrattenimento, aree sportive dedicate, ma soprattutto integrate con strutture alberghiere di vari livelli, zone residenziali, aree e passeggiate verdi sui fronti dei canali e darsene per la diportistica minore.
Tutto ciò dovrà partire dal recupero dei manufatti di quell’archeologia industriale che è il vero patrimonio storico-testimoniale delle generazioni che hanno costituito e costruito la città, dato assolutamente invidiabile ed unico.
Forte Marghera e il Parco di San Giuliano
Gli spazi e i manufatti storici del Forte Marghera sono nel cuore del programma del Waterfront, e rappresentano la naturale cerniera tra la città d’acqua e quella di terraferma. Opportunamente restaurati e riconvertiti potranno divenire, in sinergia con il completamento del Parco di San Giuliano e nell’ottica di potenziare al massimo l’interconnessione viaria e infrastrutturale con il polo universitario di via Torino, il luogo ideale ove collocare le attività direzionali e organizzative del nuovo, grande polo sportivo della città, con una particolare attenzione alle attività acquatiche – tradizionali e non – e con l’attivazione di corsi specifici di livello universitario per la medicina dello sport.
Campalto e Tessera
Questa estesa parte di fronte d’acqua necessita di una risistemazione urbana e di una riqualificazione delle attività che vi si sono insediate nel tempo in modo disordinato e improprio. Pensiamo sia possibile una destinazione a forte carattere residenziale, con il recupero dei canali che si addentrano verso la terraferma inseriti nel progetto del Bosco di Mestre.
Più articolato il discorso relativo all’ultima porzione territoriale dell’area, fortemente caratterizzata dall’Aeroporto Internazionale Marco Polo: in linea con i necessari progetti di sviluppo e le necessità di una  interconnessione sempre più ampia, l’intera area deve inserirsi e dialogare con il territorio senza creare fratture e limiti, quindi si ad una programmata ed attenta crescita infrastrutturale della stazione aeroportuale, si anche al trasferimento possibile del Casinò Municipale, si al nuovo Stadio della città, no deciso invece ad una ulteriore espansione con destinazione direzionale e terziaria, come sciaguratamente previsto nella variante sul quadrante di Tessera. Basta con la cementificazione illogica, basta con il continuo e sconsiderato sopruso speculativo sul territorio: Una Grande Città intende battersi proponendo quale sito alternativo tutte quelle aree di Porto Marghera già naturalmente predisposte e attualmente soffocate dal declino industriale, sulle quali occorre impedire la posa di una vera e propria pietra tombale.
Il Waterfront è una risorsa ambientale strategica ed è il cuore naturale della Città Circolare, il complesso sistema destinato a tracciare e determinare l’asse ordinatore delle grandi trasformazioni politiche, sociali e urbane tese alla strutturazione definitiva della città metropolitana tra Venezia, Padova e Treviso.
Mestre, Marghera e Tessera formano l’ossatura primaria di questa necessaria struttura territoriale, e con il loro waterfront l’imbastitura dalla quale sviluppare il sistema di rete tra le città quale nuova forma di governance su scala europea.
Il nostro programma si base sulla strategia generale di vincere la percezione dell’acqua e del suo fronte come fattore di limite e di ostacolo, puntando viceversa alla valorizzazione di questa risorsa portandola al centro delle politiche di sviluppo di tutto il territorio.
Il Waterfront dell’area metropolitana è composto dalle seguenti macro-aree:
  • Piazzale Roma e S.Lucia, S. Marta, Marittima e Area Ex Italgas
  • La zona industriale di Porto Marghera
  • Forte Marghera e il Parco di S.Giuliano
  • Campalto e Tessera
Piazzale Roma e Santa Lucia, Santa Marta, Marittima e Area Ex-Italgas
Con il trasferimento del porto turistico e la creazione di un hub integrato dei trasporti in terraferma queste aree, oggi tra loro apparentemente disomogenee, potrebbero essere concepite come un unico grande comprensorio (circa 80 ettari), e come tale essere reinterpretato progettualmente dal punto di vista funzionale, urbanistico e architettonico. Insieme rappresentano infatti un’opportunità dall’enorme potenziale, in quanto godono di una posizione assolutamente strategica e con una prerogativa unica, e cioè il loro collegamento diretto con la terraferma. Tale condizione rappresenta un evidente vantaggio per quanto concerne sia gli eventuali costi di realizzazione, sia le potenzialità connettive con la terraferma (nuove possibili fermate della SFMR, del tram, piste ciclabili ecc.). E’ grazie a questa competitività di costi che potrebbero essere qui previste nuove strutture abitative in social-housing o in edilizia convenzionata o sovvenzionate operazioni anche molto più onerose se previste attraverso il recupero di un immobile storico.
Inoltre occorre dotare la città storica di nuovi servizi quali impiantistica sportiva, scuole, asili e parchi attrezzati, spazi polivalenti per i cittadini. Parte di queste funzioni potrebbero essere anche di supporto o integrate alle strutture universitarie, che a loro volta necessiterebbero di alloggi per studenti, docenti e ricercatori per raggiungere uno standard qualitativo di eccellenza europea.
Con la creazione di un hub integrato dei trasporti in terraferma il Tronchetto rappresenterà, in un prossimo futuro, il nuovo Piazzale Roma. Con il suo people mover potrebbe quindi essere l’unico grande “serbatoio” di parcheggi per i soli residenti, mentre il traffico turistico verrebbe veicolato unicamente tramite i sistemi pubblici di trasporto integrato. Al Tronchetto andrà potenziato il servizio di ferry boat per il Lido, e dovrà essere prevista una nuova zona per il carico e scarico delle merci ottimizzando la disordinata situazione attuale. Una volta attivato l’hub integrato dei trasporti in terraferma, il Ponte della Libertà verrà automaticamente sgravato da un’enorme quantità di traffico veicolare dovuto al flusso costante di tutti gli autobus del servizio pubblico, dei pullman turistici, dei pendolari e dei turisti in auto ecc. Si apriranno quindi nuovi possibili scenari per l’utilizzo del ponte stesso, oltre ad una più agevole collocazione della metropolitana, della rete tramviaria, delle piste ciclabili (che potrebbero spingersi fino alle zattere…), dei percorsi pedonali, e per una serie di attività al servizio dei cittadini e della qualità della vita.
La zona industriale di Porto Marghera
Questo è il luogo dove necessariamente abbiamo ricollocato il motore dello sviluppo economico del territorio e, in quanto tale, diventerà il primo appuntamento della nostra agenda di lavoro. Per quest’area dobbiamo pensare “in grande” e rimuovere completamente il pensiero che possa ancora contenere l’industria “chimica” intesa così come è stata concepita fin dal suo insediamento. Va innescato un processo di promozione e forte riconversione verso i nuovi settori della green economy che qui, meglio di altrove, possono trovare spazi e agevolazioni di insediamento, previa una forte, determinata e corale azione politica tesa a ripensare, per tutto Porto Marghera, una nuova legge per la riconversione dei siti industriali dismessi.
Si dovrà promuovere l’insediamento di tutte quelle relazioni, attività e organizzazioni siano esse orientate alla produzione, alla ricerca, alla comunicazione di tecnologie di arte di cultura e spettacolo che siano direttamente legate alle specificità che il nostro territorio ha da sempre espresso che di seguito brevemente elenchiamo: ricerca e nuove tecnologie, produzione cinematografica, nuovi spazi organizzati per la portualità, opere dedicate al divertimento e all’intrattenimento, aree sportive dedicate, ma soprattutto integrate con strutture alberghiere di vari livelli, zone residenziali, aree e passeggiate verdi sui fronti dei canali e darsene per la diportistica minore.
Tutto ciò dovrà partire dal recupero dei manufatti di quell’archeologia industriale che è il vero patrimonio storico-testimoniale delle generazioni che hanno costituito e costruito la città, dato assolutamente invidiabile ed unico.
Forte Marghera e il Parco di San Giuliano
Gli spazi e i manufatti storici del Forte Marghera sono nel cuore del programma del Waterfront, e rappresentano la naturale cerniera tra la città d’acqua e quella di terraferma. Opportunamente restaurati e riconvertiti potranno divenire, in sinergia con il completamento del Parco di San Giuliano e nell’ottica di potenziare al massimo l’interconnessione viaria e infrastrutturale con il polo universitario di via Torino, il luogo ideale ove collocare le attività direzionali e organizzative del nuovo, grande polo sportivo della città, con una particolare attenzione alle attività acquatiche – tradizionali e non – e con l’attivazione di corsi specifici di livello universitario per la medicina dello sport.
Campalto e Tessera
Questa estesa parte di fronte d’acqua necessita di una risistemazione urbana e di una riqualificazione delle attività che vi si sono insediate nel tempo in modo disordinato e improprio. Pensiamo sia possibile una destinazione a forte carattere residenziale, con il recupero dei canali che si addentrano verso la terraferma inseriti nel progetto del Bosco di Mestre.
Più articolato il discorso relativo all’ultima porzione territoriale dell’area, fortemente caratterizzata dall’Aeroporto Internazionale Marco Polo: in linea con i necessari progetti di sviluppo e le necessità di una  interconnessione sempre più ampia, l’intera area deve inserirsi e dialogare con il territorio senza creare fratture e limiti, quindi si ad una programmata ed attenta crescita infrastrutturale della stazione aeroportuale, si anche al trasferimento possibile del Casinò Municipale, si al nuovo Stadio della città, no deciso invece ad una ulteriore espansione con destinazione direzionale e terziaria, come sciaguratamente previsto nella variante sul quadrante di Tessera. Basta con la cementificazione illogica, basta con il continuo e sconsiderato sopruso speculativo sul territorio: Una Grande Città intende battersi proponendo quale sito alternativo tutte quelle aree di Porto Marghera già naturalmente predisposte e attualmente soffocate dal declino industriale, sulle quali occorre impedire la posa di una vera e propria pietra tombale.

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Una Grande Città Circolare, secondo i concetti fondamentali di mobilità, velocità, fluidità e cultura.
Superando il concetto di città “bipolare”, introdotto con il piano strategico per la Città di Venezia, si impone oggi una nuova e più efficace chiave di lettura del nostro territorio comunale; una riedizione riveduta e corretta della dimenticata Pa.Tre.Ve, l’area metropolitana che [...]

Il Comune di Venezia agli inizi degli anni ’90 ha avviato una privatizzazione spinta e sicuramente “incontrollata” delle società municipali, tanto che ad oggi sono  14 le società detenute direttamente, 20 le partecipazioni minoritarie, e 50 le società  costituite dalle ex municipalizzate. Ciò ha di fatto creato un secondo Comune “Ombra” che conta 5.400 dipendenti [...]

Una Grande Città ritiene necessaria e improrogabile la costituzione di due Assessorati speciali, dotati di poteri forti e mezzi adeguati, ai quali affidare il compito di affrontare in maniera realmente organica le due principali problematiche della città: la vivibilità della città insulare (residenza e attività socio-economiche, politica dei fatti per riconsegnare Venezia ai suoi cittadini); [...]

La politica e l’amministrazione devono ridare spazio all’etica e ai valori morali.
Il nostro obiettivo è dunque in primis quello di recuperare i valori portanti della politica nella sua accezione più alta, eliminando alla fonte qualunque traccia di conflitto d’interessi per puntare al protagonismo della trasparenza, partendo dalle società comunali e proseguendo con un’azione decisa nello [...]

Con oggi iniziamo la pubblicazione giorno per giorno dei vari capitoli del programma di Una Grande Città.
Ogni giorno, nel nostro blog, troverete la trascrizione  di un capitolo del nostro programma completo per accompagnarvi in maniera informata e consapevole all’appuntamento elettorale del 28-29 Marzo 2010.
Per noi di Venezia in Movimento e Una Grande Città il programma [...]

Alfredo Scibilia | Candidato Sindaco di Una Grande Città from Una Grande Città on Vimeo.
Intervento di Alfredo Scibilia in occasione della presentazione del programma il 21 gennaio 2010.
Di fronte a più di 400 persone Alfredo Scibilia spiega le ragioni della nostra scesa in campo e le forti motivazioni civiche che animano il movimento

Un the con una ventina di elettrici alle 17, una cena con più di 40 persone in serata. Alfredo SCIBILIA e i candidati di Una Grande Città proseguono nella capillare campagna elettorale sul territorio incontrando sempre più cittadini, secondo una precisa strategia di confronto e diretto così come spiegata nel commento del candidato Sindaco: “Purtroppo [...]

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