La Città Circolare – cap.4 del Programma di Una Grande Città
Una Grande Città Circolare, secondo i concetti fondamentali di mobilità, velocità, fluidità e cultura.
Superando il concetto di città “bipolare”, introdotto con il piano strategico per la Città di Venezia, si impone oggi una nuova e più efficace chiave di lettura del nostro territorio comunale; una riedizione riveduta e corretta della dimenticata Pa.Tre.Ve, l’area metropolitana che è ormai matura per diventare realtà.
La premessa a questa nostra rilettura in chiave sociale e urbana prende spunto dagli studi sulla “città generica”, la cui indifferenza al “luogo” diventa un valore, ed esprime bene l’attuale tendenza alla pianificazione urbana verso un unico “mondo urbano”, liberato finalmente dai vincoli classici di stato, regole burocratiche, substrato sociale, staticità, lentezza.
Le parole chiave saranno: mobilità, velocità, fluidità, cultura.
Dei due assi di cui si compone la città, quello STATICO e quello DINAMICO, noi scegliamo di liberarci del primo e di seguire il secondo.
Pensiamo che per Venezia, le isole, Mestre e la terraferma, il tema sia proprio questo: la scelta dell’asse. L’asse che segnerà, inciderà e orienterà qualsiasi tipo di programma territoriale per l’assetto dell’area metropolitana.
Nella nostra idea la “Città Circolare” è l’asse dinamico, quindi la mobilità delle persone, la velocità delle trasformazioni, la fluidità delle informazioni, la cultura delle convivenze.
Introducendo il concetto di Città Circolare noi dichiariamo il superamento del rapporto centro-hinterland; alla relazione centro-periferia di tipo gerarchico si sostituiscono rapporti di tipo reticolare, verso tutte le direzioni, creando scambio di conoscenza e di informazione.
La città quindi come base di conoscenza: questa è la nuova strategia della città.
La Città Circolare sviluppa estroversione e libera dalla schiavitù del centro. La periferia diventa luogo di flussi di vita, grazie alla dimensione continua della città infinita. La misura di ciò è data dallo sviluppo economico puntato sulla riconversione di Porto Marghera e proteso all’aspetto del sistema aeroportuale e turistico, quali vocazioni confermate ma da rivalutare, fino al nuovo atteggiamento programmatico per il residenziale verso l’acqua, con lo sviluppo delle connessioni infrastrutturali, da Fusina a Tessera, dal Lido alla Giudecca.
Una Grande Città Circolare, secondo i concetti fondamentali di mobilità, velocità, fluidità e cultura.
Superando il concetto di città “bipolare”, introdotto con il piano strategico per la Città di Venezia, si impone oggi una nuova e più efficace chiave di lettura del nostro territorio comunale; una riedizione riveduta e corretta della dimenticata Pa.Tre.Ve, l’area metropolitana che è ormai matura per diventare realtà.
La premessa a questa nostra rilettura in chiave sociale e urbana prende spunto dagli studi sulla “città generica”, la cui indifferenza al “luogo” diventa un valore, ed esprime bene l’attuale tendenza alla pianificazione urbana verso un unico “mondo urbano”, liberato finalmente dai vincoli classici di stato, regole burocratiche, substrato sociale, staticità, lentezza.
Le parole chiave saranno: mobilità, velocità, fluidità, cultura.
Dei due assi di cui si compone la città, quello STATICO e quello DINAMICO, noi scegliamo di liberarci del primo e di seguire il secondo.
Pensiamo che per Venezia, le isole, Mestre e la terraferma, il tema sia proprio questo: la scelta dell’asse. L’asse che segnerà, inciderà e orienterà qualsiasi tipo di programma territoriale per l’assetto dell’area metropolitana.
Nella nostra idea la “Città Circolare” è l’asse dinamico, quindi la mobilità delle persone, la velocità delle trasformazioni, la fluidità delle informazioni, la cultura delle convivenze.
Introducendo il concetto di Città Circolare noi dichiariamo il superamento del rapporto centro-hinterland; alla relazione centro-periferia di tipo gerarchico si sostituiscono rapporti di tipo reticolare, verso tutte le direzioni, creando scambio di conoscenza e di informazione.
La città quindi come base di conoscenza: questa è la nuova strategia della città.
La Città Circolare sviluppa estroversione e libera dalla schiavitù del centro. La periferia diventa luogo di flussi di vita, grazie alla dimensione continua della città infinita. La misura di ciò è data dallo sviluppo economico puntato sulla riconversione di Porto Marghera e proteso all’aspetto del sistema aeroportuale e turistico, quali vocazioni confermate ma da rivalutare, fino al nuovo atteggiamento programmatico per il residenziale verso l’acqua, con lo sviluppo delle connessioni infrastrutturali, da Fusina a Tessera, dal Lido alla Giudecca.
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Tags: Programma, una grande città





