La Città dello sport – cap.20 del Programma di Una Grande CittÃ
CONVENZIONI
Dalla metà degli anni ‘80 il Comune di Venezia, come moltissimi altri Comuni a livello regionale e nazionale, ha demandato all’associazionismo sportivo la gestione del proprio patrimonio impiantistico attraverso atti convenzionali, che prevedevano per le associazioni assegnatarie della gestione dell’impianto precisi obblighi attraverso un piano di attività e di tariffe concordato con il comune e vincolato a precisi accordi per il mantenimento dello stesso impianto. In sostanza l’associazione si occupa dell’ordinaria manutenzione, accollandosi parte delle spese energetiche, mentre l’amministrazione comunale si occupa della manutenzione straordinaria e di parte delle spese energetiche.
Gli oneri a carico del comune e gli oneri a carico delle associazioni gestrici via via negli anni si sono sempre più sbilanciato verso quest’ultime, tanto che negli ultimi anni le associazione gestrici (vedi le piscine, ma anche altre realtà ) hanno proposto al comune lavori di messa a norma o ampliamento o adeguamento degli impianti sportivi.
Molto spesso il Comune ha approvato queste convenzioni autorizzando prolungamenti delle stesse con periodi troppo brevi rispetto gli effettivi investimenti (parliamo di milioni di euro) promossi dalle associazioni. Riteniamo indispensabile estendere a 10 o 15 anni  le convenzioni, per permettere il giusto tempo di ammortamento dei capitali impiegati, incentivando così le società a fare gli investimenti necessari.
MANUTENZIONI
Molto importante è la proposta che alcune associazioni sportive del territorio avanzano, quella cioè di costituire un Consorzio per le manutenzioni degli impianti sportivi che sono a carico del Comune di Venezia.  Il budget messo a disposizione per le manutenzioni è oggi di alcune centinaia di migliaia di Euro erogati  dalle Municipalità e dalla Direzione Centrale dei Lavori Pubblici. Se gestito da questo Consorzio costituito delle Società gestrici, si creerebbero le condizioni per notevoli risparmi, economie di scala ed un’efficienza certamente migliorata nell’esecuzione dei lavori.
IMPIANTISTICA
In un quadro di risorse economiche calanti occorre essere in grado di applicare ancor più radicalmente criteri di razionalizzazione ed efficienza nella localizzazione e nel dimensionamento delle strutture.
La pianificazione dei bisogni sportivi deve procedere di pari passo con la programmazione territoriale e urbanistica per realizzare una moderna e razionale collocazione degli impianti sportivi.
In tale ottica si deve inserire un Piano di Razionalizzazione delle strutture sportive per determinare una più razionale concentrazione delle strutture in ambiti territoriali più idonei. Le aree individuate sono la Cittadella dello sport in via Olimpia, quella del Palasport Taliercio (implementato con la costruzione di un campo da calcio con tribune coperte da ambi i lati per renderlo idoneo alla serie D e con utilizzo dell’attuale Palazzetto dello Sport per attività sportive diverse dalla pallacanestro), la conferma del Palazzetto dello Sport già progettato a Marghera, lo Stadio del Rugby di Favaro Veneto (implementato con la costruzione di una nuova tribuna coperta e con la copertura di quella attualmente esistente).
La copertura finanziaria si potrà avere con il ricorso a finanziamenti privati, grazie ai ricavi derivanti dalla vendita dello Stadio Baracca, con l’intervento finanziario delle società sportive.
STADIO
Basta con il concetto, ormai superato dalla storia e dalle esperienze internazionali più significative, di una struttura a proprietà pubblica. Alla collettività non può essere chiesto di accollarsi i costi esorbitanti di gestione, manutenzione e funzionamento che tale indirizzo comporterebbe. Occorre incentivare un intervento privato sfruttando al massimo tutto il potenziale di richiamo che Venezia e l’area metropolitana integrata con Padova e Treviso sono in grado di esprimere in termini di appeal economico e territoriale. Nessuna pregiudiziale alla collocazione a Tessera.
AREA STADIO-BARACCA
Secondo un preciso coordinamento urbanistico con l’Amministrazione, occorre istituire rapidamente un Project-Financing che vincoli l’utilizzo di tutte le risorse ricavate dalla conversione dell’intera area in zona a destinazione d’uso residenziale-commerciale – - per il finanziamento degli interventi di impiantistica sopra descritti e per la costruzione di una cittadella dello sport moderna, completa ed efficiente a servizio dei cittadini.
VIA OLIMPIA
No al progetto di intervento urbanistico e infrastrutturale così come verificato nella sua forma attuale, illogico nella proposta e immotivato nella previsione di spesa. Fondamentale il coinvolgimento delle società sportive storicamente presenti nell’area per impedire un impatto devastante tra demolizioni e ricostruzioni: un progetto di riqualificazione degli impianti esistenti secondo una logica integrata è in assoluto la soluzione più auspicabile.
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