La Città Mobile – cap.7 del Programma di Una Grande Città
Se è vero che le eccezionali caratteristiche ambientali del contesto lagunare rappresentano una ricchezza imprescindibile del territorio per gli abitanti ma anche per i turisti, è anche vero che l’efficienza dei sistemi di trasporto per spostamenti veloci è divenuta una prerogativa irrinunciabile per le attività lavorative e per le esigenze del cittadino. E’ con questa doppia ottica, apparentemente inconciliabile, che riteniamo opportuno formulare le nostre proposte: MOBILITA’ VELOCE e SOSTENIBILE
SFMR (Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale). Così come sta avvenendo nei paesi più sviluppati d’Europa, il futuro della mobilità veloce a livello locale non potrà che avvenire su rotaia tramite mezzi collettivi e in questo senso attribuiamo potenzialità enormi al costituendo SFMR. Se attentamente calibrato, tale sistema potrà rappresentare non solo la nuova vera spina dorsale dei trasporti del nostro territorio ma un vero e proprio elemento di valorizzazione delle singole parti della città. Tale sistema potrebbe trovare come elemento di testa un suo adeguato sviluppo anche a Venezia, riattivando, attraverso le opportune modifiche, linee ferroviarie già esistenti fino a Santa Marta. Ciò consentirebbe di creare un’alternativa al già sovracongestionato polo di P.le Roma, alleggerendone il carico, oltre che a rappresentare un elemento di innesco per nuove iniziative e un link immediato con l’aeroporto.
HUB D’INTERSCAMBIO IN TERRAFERMA. La grande svolta che deve essere intrapresa nella nostra città riguarda la creazione di un HUB D’INTERSCAMBIO IN TERRAFERMA, luogo dove ipotizzare un nuovo grande snodo intermodale (gomma, ferro, acqua) che garantisca la gestione, in un unico organismo polivalente ed integrato, dei diversi flussi: autoveicoli, taxi, parcheggi, treni, metropolitana di superficie, tram, pullman, autobus, vaporetti, barche, in diretto collegamento con l’aeroporto attraverso la prevista bretella di raccordo della metropolitana di superficie.
Un unico polo che eviti il moltiplicarsi di nuove, costosissime infrastrutture necessarie per servire singolarmente i diversi sistemi di trasporto, che interagisca e ottimizzi quelli esistenti o previsti. Un nuovo polo capace di imprimere una forte spinta per la riqualificazione di ampi spazi dismessi garantendone anche gli eventuali costi di bonifica, e che interpreti la volontà di potenziare la nuova stazione di Mestre.
In prossimità di un polo di questo spessore potrebbero trovare naturale collocazione eventuali zone fieristiche, ricettive e sportive, capaci di appoggiarsi sempre sullo stesso sistema infrastrutturale in un’ottica ulteriormente allargata di ottimizzazione e risparmio.
Inoltre, grazie alla centralità dovuta all’incrocio dei diversi flussi diretti a Venezia, il nuovo Hub garantirebbe un alto grado di visibilità e quindi di appetibilità da parte di possibili investitori privati.
SUBLAGUNARE. Per quanto concerne la Sublagunare, l’attuale tracciato proposto ci sembra quantomeno non completo ma anche il meno razionale dal punto di vista dei flussi urbani. E’ sufficiente verificare le ricerche e i dati del COSES per capire come il tracciato debba avere una struttura circolare ad anello che, partendo da S.Basilio, punto di arrivo del Tram, passando per la Giudecca si protenda fino a S. Marco e al Lido, per poi rientrare verso l’Arsenale ricongiungendosi al tracciato del tram a Tessera.
In ogni caso un’opera di così importante impatto sia ambientale che strategico sulla mobilità e sul controllo dei flussi andrà prioritariamente valutata dal punto di vista della fattibilità tecnica e dell’eco-compatibilità. Solo in seguito potrà passare il vaglio del Consiglio Comunale (finora non intervenuto), ma anche e soprattutto della cittadinanza, attivando un dibattito civico e prevedendo la possibilità per i cittadini di esprimersi in maniera anche referendaria sul loro gradimento ai tracciati e alle soluzioni proposte per poter dar attuazione a decisioni partecipate.
E’ certo che nell’immediato Venezia ha bisogno di una mobilità veloce: per sposare questa necessità va ripensato completamente il sistema di trasporti acquei di superficie, sperimentando sistemi di trasporto innovativi (ad esempio gli hovercaft per le lunghe tratte e le isole minori) e incentivando lo sviluppo di tecnologie alternative per le barche a motore: in tutto il mondo esistono già motorizzazioni miste elettriche/diesel che risponderebbero quindi anche alla normativa marina vigente in laguna, ma ridurrebbero drasticamente moto ondoso e inquinamento nei canali “urbani”. Questi provvedimenti dovrebbero affiancarsi ad una costante tutela del “traffico” a remi, che preveda posti barca dedicati, nuove sedi per le remiere, potenziamento servizio dei traghetti a remi etc.
TRAM. Per quanto concerne il sistema Tram, l’attuale tracciato realizzato va connesso in funzione dei fondamentali collegamenti con la Città d’acqua, l’Ospedale dell’Angelo e l’Aeroporto, mettendolo quindi in rapporto con il Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale e quindi con due terminal acquei localizzati a Fusina e Tessera, che devono essere urgentemente progettati e realizzati.
Contestualmente a questo nuovo ed integrato ridisegno dello spostarsi in Città va ripensata la viabilità e pedonabilità del centro di Mestre, quindi delle zone a traffico limitato delle connessioni pedonali delle piazze e della loro accessibilità.
TRAFFICO VEICOLARE, PEDONALIZZAZIONE E PARCHEGGI. Il sistema deve garantire innanzitutto una zona pedonale allargata al vero nucleo storico, inglobando gli ambiti di Piazza Ferretto, di via Poerio (zona del museo M9) fino alla villa Erizzo, (biblioteca centrale), integrati alla Piazza XXVII Ottobre organizzata per il mercato settimanale, per ricongiungere la testa del Canal Salso, del quale si dovranno sistemare ambedue le sponde con percorsi ciclo pedonali alberati fino al Forte Marghera. A Nord Ovest, attraverso la riqualificazione dell’area ex Ospedale Umberto I, l’area pedonale potrà riconnettersi con la zona sportiva di via Olimpia, nuovo lounge di relax in centro città completamente ad uso sportivo, con una possibile galleria commerciale che invita e annette alla principale stazione della metropolitana regionale collocata in prossimità della biforcazione del Marzenego a nord-ovest della attuale palestra del C.O.N.I.
Il declassamento della Tangenziale sarà condizione per creare una circolarità del traffico autoveicolare nella Città di Terra, con accessi preferenziali radiali al centro urbano e verso l’ area pedonalizzata, eliminando quindi il traffico di attraversamento. A tal proposito andrà potenziato il sistema dei parcheggi nelle zone limitrofe all’area pedonalizzata.
La rilettura del SISTEMA di MOBILITA’ INTEGRATA imporrà la completa riorganizzazione della viabilità della Città di Terra e la conseguente revisione organica della rete di piste ciclabili, prevedendo il collegamento con la Città d’ Acqua attraverso il ponte della Libertà.
Se è vero che le eccezionali caratteristiche ambientali del contesto lagunare rappresentano una ricchezza imprescindibile del territorio per gli abitanti ma anche per i turisti, è anche vero che l’efficienza dei sistemi di trasporto per spostamenti veloci è divenuta una prerogativa irrinunciabile per le attività lavorative e per le esigenze del cittadino. E’ con questa doppia ottica, apparentemente inconciliabile, che riteniamo opportuno formulare le nostre proposte:
MOBILITA’ VELOCE e SOSTENIBILE
SFMR (Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale). Così come sta avvenendo nei paesi più sviluppati d’Europa, il futuro della mobilità veloce a livello locale non potrà che avvenire su rotaia tramite mezzi collettivi e in questo senso attribuiamo potenzialità enormi al costituendo SFMR. Se attentamente calibrato, tale sistema potrà rappresentare non solo la nuova vera spina dorsale dei trasporti del nostro territorio ma un vero e proprio elemento di valorizzazione delle singole parti della città. Tale sistema potrebbe trovare come elemento di testa un suo adeguato sviluppo anche a Venezia, riattivando, attraverso le opportune modifiche, linee ferroviarie già esistenti fino a Santa Marta. Ciò consentirebbe di creare un’alternativa al già sovracongestionato polo di P.le Roma, alleggerendone il carico, oltre che a rappresentare un elemento di innesco per nuove iniziative e un link immediato con l’aeroporto.
HUB D’INTERSCAMBIO IN TERRAFERMA. La grande svolta che deve essere intrapresa nella nostra città riguarda la creazione di un HUB D’INTERSCAMBIO IN TERRAFERMA, luogo dove ipotizzare un nuovo grande snodo intermodale (gomma, ferro, acqua) che garantisca la gestione, in un unico organismo polivalente ed integrato, dei diversi flussi: autoveicoli, taxi, parcheggi, treni, metropolitana di superficie, tram, pullman, autobus, vaporetti, barche, in diretto collegamento con l’aeroporto attraverso la prevista bretella di raccordo della metropolitana di superficie.
Un unico polo che eviti il moltiplicarsi di nuove, costosissime infrastrutture necessarie per servire singolarmente i diversi sistemi di trasporto, che interagisca e ottimizzi quelli esistenti o previsti. Un nuovo polo capace di imprimere una forte spinta per la riqualificazione di ampi spazi dismessi garantendone anche gli eventuali costi di bonifica, e che interpreti la volontà di potenziare la nuova stazione di Mestre.
In prossimità di un polo di questo spessore potrebbero trovare naturale collocazione eventuali zone fieristiche, ricettive e sportive, capaci di appoggiarsi sempre sullo stesso sistema infrastrutturale in un’ottica ulteriormente allargata di ottimizzazione e risparmio.
Inoltre, grazie alla centralità dovuta all’incrocio dei diversi flussi diretti a Venezia, il nuovo Hub garantirebbe un alto grado di visibilità e quindi di appetibilità da parte di possibili investitori privati.
SUBLAGUNARE. Per quanto concerne la Sublagunare, l’attuale tracciato proposto ci sembra quantomeno non completo ma anche il meno razionale dal punto di vista dei flussi urbani. E’ sufficiente verificare le ricerche e i dati del COSES per capire come il tracciato debba avere una struttura circolare ad anello che, partendo da S.Basilio, punto di arrivo del Tram, passando per la Giudecca si protenda fino a S. Marco e al Lido, per poi rientrare verso l’Arsenale ricongiungendosi al tracciato del tram a Tessera.
In ogni caso un’opera di così importante impatto sia ambientale che strategico sulla mobilità e sul controllo dei flussi andrà prioritariamente valutata dal punto di vista della fattibilità tecnica e dell’eco-compatibilità. Solo in seguito potrà passare il vaglio del Consiglio Comunale (finora non intervenuto), ma anche e soprattutto della cittadinanza, attivando un dibattito civico e prevedendo la possibilità per i cittadini di esprimersi in maniera anche referendaria sul loro gradimento ai tracciati e alle soluzioni proposte per poter dar attuazione a decisioni partecipate.
E’ certo che nell’immediato Venezia ha bisogno di una mobilità veloce: per sposare questa necessità va ripensato completamente il sistema di trasporti acquei di superficie, sperimentando sistemi di trasporto innovativi (ad esempio gli hovercaft per le lunghe tratte e le isole minori) e incentivando lo sviluppo di tecnologie alternative per le barche a motore: in tutto il mondo esistono già motorizzazioni miste elettriche/diesel che risponderebbero quindi anche alla normativa marina vigente in laguna, ma ridurrebbero drasticamente moto ondoso e inquinamento nei canali “urbani”. Questi provvedimenti dovrebbero affiancarsi ad una costante tutela del “traffico” a remi, che preveda posti barca dedicati, nuove sedi per le remiere, potenziamento servizio dei traghetti a remi etc.
TRAM. Per quanto concerne il sistema Tram, l’attuale tracciato realizzato va connesso in funzione dei fondamentali collegamenti con la Città d’acqua, l’Ospedale dell’Angelo e l’Aeroporto, mettendolo quindi in rapporto con il Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale e quindi con due terminal acquei localizzati a Fusina e Tessera, che devono essere urgentemente progettati e realizzati.
Contestualmente a questo nuovo ed integrato ridisegno dello spostarsi in Città va ripensata la viabilità e pedonabilità del centro di Mestre, quindi delle zone a traffico limitato delle connessioni pedonali delle piazze e della loro accessibilità.
TRAFFICO VEICOLARE, PEDONALIZZAZIONE E PARCHEGGI. Il sistema deve garantire innanzitutto una zona pedonale allargata al vero nucleo storico, inglobando gli ambiti di Piazza Ferretto, di via Poerio (zona del museo M9) fino alla villa Erizzo, (biblioteca centrale), integrati alla Piazza XXVII Ottobre organizzata per il mercato settimanale, per ricongiungere la testa del Canal Salso, del quale si dovranno sistemare ambedue le sponde con percorsi ciclo pedonali alberati fino al Forte Marghera. A Nord Ovest, attraverso la riqualificazione dell’area ex Ospedale Umberto I, l’area pedonale potrà riconnettersi con la zona sportiva di via Olimpia, nuovo lounge di relax in centro città completamente ad uso sportivo, con una possibile galleria commerciale che invita e annette alla principale stazione della metropolitana regionale collocata in prossimità della biforcazione del Marzenego a nord-ovest della attuale palestra del C.O.N.I.
Il declassamento della Tangenziale sarà condizione per creare una circolarità del traffico autoveicolare nella Città di Terra, con accessi preferenziali radiali al centro urbano e verso l’ area pedonalizzata, eliminando quindi il traffico di attraversamento. A tal proposito andrà potenziato il sistema dei parcheggi nelle zone limitrofe all’area pedonalizzata.
La rilettura del SISTEMA di MOBILITA’ INTEGRATA imporrà la completa riorganizzazione della viabilità della Città di Terra e la conseguente revisione organica della rete di piste ciclabili, prevedendo il collegamento con la Città d’ Acqua attraverso il ponte della Libertà.
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