La Città Circolare incarna una logica di sviluppo uniforme con precise scelte strategiche, di riorganizzazione e di riqualificazione urbana, tese soprattutto al recupero della città esistente.
Sul tappeto la necessaria valorizzazione dell’area centrale di Mestre (ex-area ospedale) – per il rilancio del ruolo urbano delle piazze – e il ridisegno della zona adiacente al nuovo Ospedale dell’Angelo, in virtù della vicinanza con gli storici nuclei urbani di Zelarino, della Gazzera e di Chirignago e con il nucleo abitativo del Terraglio–Marocco. Per queste aree così strategiche va assolutamente innescato un processo di riqualificazione urbana e di interconnessione con le altre parti della Città, attraverso un processo di riuso delle aree sottostanti la “barriera” della Tangenziale non solo come parcheggi, ma come veri e propri luoghi caratterizzati dall’inserimento di attività di intrattenimento e svago, sportivo e culturale, mutuate dalle più importanti esperienze internazionali.
Di fondamentale rilievo è anche la riqualificazione del campo trincerato di Mestre:
- Forte Carpenedo sulla Circonvallazione Est
- Forte Mezzacapo in località Gatta
- Forte Brendole alla Gazzera
- Forte Tron
Detti forti devono divenire parte integrante di un progetto complessivo di sviluppo che li veda come punti fondanti di un recupero storico-ambientale-turistico dei luoghi.
Dal punto di vista urbanistico possono diventare, assieme al nuovo ospedale, elementi ordinatori dello sviluppo dei fronti nord e ovest, prevedendo opportuni spazi verdi alternati ad espansioni residenziali sulle principali vie di comunicazione con funzione di ricucitura del tessuto urbano frammentato.
Altro nostro tema decisivo è quello di trovare una soluzione alla profonda separazione tra Mestre e Marghera. La frattura del costruito e degli spazi collettivi, è determinata in modo drammatico dal fascio dei binari e dall’intreccio dei percorsi stradali. La ricucitura di questa “ferita”, che interrompe la continuità dello spazio urbano e la riqualificazione dello stesso, è un tema di fondamentale importanza per lo sviluppo, tanto per quello sociale, quanto per quello economico di una così grande porzione della nostra città.
Il tema degli ambiti legati alle stazioni ferroviarie nelle grandi città europee ed italiane è di assoluta attualità: varie amministrazioni pubbliche hanno infatti da tempo individuato nella realizzazione di nuove stazioni e negli interventi delle aree connesse alle stesse, un’irripetibile occasione per integrare il territorio urbano con il sistema dei trasporti; la possibilità di ridisegnare interi quartieri o grandi fette di città che sarebbero altrimenti compromessi, in fase di decadimento o completamente degradati. Orientarsi in favore di questo tipo d’interventi darebbe la possibilità, nelle aree che ben conosciamo, di riorganizzare alcuni spazi a verde e di aggregazione sociale.
La grande svolta che deve essere intrapresa nella nostra città riguarda lo spostamento della Stazione Ferroviaria, da ricollocare ad Ovest rispetto alla sua odierna posizione, nell’area che identifichiamo con l’attuale Parco Ferroviario.
E’ evidentemente un progetto di notevole impegno ma di eccezionale rilevanza per gli obiettivi che si potrebbero raggiungere. Siamo infatti convinti che lo sviluppo della nostra città meriti un livello di progettazione e di pianificazione di tale portata. Immaginiamoci le zone ad oggi interessate dalle stesse rampe che conducono allo scavalco dei binari: la loro eliminazione consentirebbe la messa in connessione delle aree contermini e l’aumento della qualità della vita di questi quartieri.
Per tutti questi motivi guardiamo con preoccupazione i progetti sul Quadrante di Tessera e la cosiddetta Veneto City. Con la scusa delle Olimpiadi destra e sinistra stanno modificando i piani di sviluppo urbanistico del territorio con criteri di scelta che andranno a discapito del recupero di Marghera e dei possibili investimenti sul resto del territorio comunale, oltre che a togliere identità ai centri delle comunità di terraferma.

La Città Circolare incarna una logica di sviluppo uniforme con precise scelte strategiche, di riorganizzazione e di riqualificazione urbana, tese soprattutto al recupero della città esistente.

Sul tappeto la necessaria valorizzazione dell’area centrale di Mestre (ex-area ospedale) – per il rilancio del ruolo urbano delle piazze – e il ridisegno della zona adiacente al nuovo Ospedale dell’Angelo, in virtù della vicinanza con gli storici nuclei urbani di Zelarino, della Gazzera e di Chirignago e con il nucleo abitativo del Terraglio–Marocco. Per queste aree così strategiche va assolutamente innescato un processo di riqualificazione urbana e di interconnessione con le altre parti della Città, attraverso un processo di riuso delle aree sottostanti la “barriera” della Tangenziale non solo come parcheggi, ma come veri e propri luoghi caratterizzati dall’inserimento di attività di intrattenimento e svago, sportivo e culturale, mutuate dalle più importanti esperienze internazionali.

Di fondamentale rilievo è anche la riqualificazione del campo trincerato di Mestre:

  • Forte Carpenedo sulla Circonvallazione Est
  • Forte Mezzacapo in località Gatta
  • Forte Brendole alla Gazzera
  • Forte Tron

Detti forti devono divenire parte integrante di un progetto complessivo di sviluppo che li veda come punti fondanti di un recupero storico-ambientale-turistico dei luoghi.

Dal punto di vista urbanistico possono diventare, assieme al nuovo ospedale, elementi ordinatori dello sviluppo dei fronti nord e ovest, prevedendo opportuni spazi verdi alternati ad espansioni residenziali sulle principali vie di comunicazione con funzione di ricucitura del tessuto urbano frammentato.

Altro nostro tema decisivo è quello di trovare una soluzione alla profonda separazione tra Mestre e Marghera. La frattura del costruito e degli spazi collettivi, è determinata in modo drammatico dal fascio dei binari e dall’intreccio dei percorsi stradali. La ricucitura di questa “ferita”, che interrompe la continuità dello spazio urbano e la riqualificazione dello stesso, è un tema di fondamentale importanza per lo sviluppo, tanto per quello sociale, quanto per quello economico di una così grande porzione della nostra città.

Il tema degli ambiti legati alle stazioni ferroviarie nelle grandi città europee ed italiane è di assoluta attualità: varie amministrazioni pubbliche hanno infatti da tempo individuato nella realizzazione di nuove stazioni e negli interventi delle aree connesse alle stesse, un’irripetibile occasione per integrare il territorio urbano con il sistema dei trasporti; la possibilità di ridisegnare interi quartieri o grandi fette di città che sarebbero altrimenti compromessi, in fase di decadimento o completamente degradati. Orientarsi in favore di questo tipo d’interventi darebbe la possibilità, nelle aree che ben conosciamo, di riorganizzare alcuni spazi a verde e di aggregazione sociale.

La grande svolta che deve essere intrapresa nella nostra città riguarda lo spostamento della Stazione Ferroviaria, da ricollocare ad Ovest rispetto alla sua odierna posizione, nell’area che identifichiamo con l’attuale Parco Ferroviario.

E’ evidentemente un progetto di notevole impegno ma di eccezionale rilevanza per gli obiettivi che si potrebbero raggiungere. Siamo infatti convinti che lo sviluppo della nostra città meriti un livello di progettazione e di pianificazione di tale portata. Immaginiamoci le zone ad oggi interessate dalle stesse rampe che conducono allo scavalco dei binari: la loro eliminazione consentirebbe la messa in connessione delle aree contermini e l’aumento della qualità della vita di questi quartieri.

Per tutti questi motivi guardiamo con preoccupazione i progetti sul Quadrante di Tessera e la cosiddetta Veneto City. Con la scusa delle Olimpiadi destra e sinistra stanno modificando i piani di sviluppo urbanistico del territorio con criteri di scelta che andranno a discapito del recupero di Marghera e dei possibili investimenti sul resto del territorio comunale, oltre che a togliere identità ai centri delle comunità di terraferma.

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