Il Comune di Venezia agli inizi degli anni ’90 ha avviato una privatizzazione spinta e sicuramente “incontrollata” delle società municipali, tanto che ad oggi sono  14 le società detenute direttamente, 20 le partecipazioni minoritarie, e 50 le società  costituite dalle ex municipalizzate. Ciò ha di fatto creato un secondo Comune “Ombra” che conta 5.400 dipendenti (contro i 3.100 del Comune) e un fatturato di oltre € 700.000.000, maggiore di quello del Comune (€ 550.000.000), senza contare i circa 180 amministratori e 40 direttori.
A ciò vanno aggiunte le 6 Istituzioni del Comune, con i relativi consigli di amministrazione
Tale proliferazione delle Società Comunali ha di fatto estromesso l’esecutivo del Comune dalla gestione e dal controllo dei servizi prestati ai cittadini ed in particolare dagli ingenti flussi di denaro che vengono gestiti in modo completamente “autonomo” e non “trasparente”.
Una Grande Città ritiene che sia diventato assolutamente impellente mettere mano alla razionalizzazione delle Società Comunali, che oggi sfuggono a qualsiasi controllo, ed esercitare un costante controllo politico-strategico sulle scelte degli amministratori
Una Grande Città costituirà quindi un Ufficio di controllo (AUTHORITY) trasparente e competente, con ampia autonomia dai processi di nomina e controllo comunale, con adeguati mezzi e risorse, al fine di poter dare un giudizio sugli amministratori, che verranno riconfermati solo se raggiungeranno i risultati attesi. Opereremo inoltre per:
Ridurre drasticamente il numero delle Società, raggruppandole per quattro aree funzionali (acqua, energia e rifiuti; manutenzioni, opere pubbliche e servizi; viabilità, parcheggi e mobilità; gestioni immobiliari);
Uniformare le procedure contabili delle Società
Dare immediato avvio alla vendita delle società o partecipazioni, non strettamente necessarie o strategiche;
Ridurre i componenti degli organi amministrativi e di controllo;
Rinnovare i consigli di amministrazione delle società partecipate con criteri di trasparenza e meritocratici, imponendo le “quote rosa” e inserendo l’obbligo di avere una sostanziale percentuale di membri con meno di quarant’anni dotati di un adeguato profilo professionale
Obbligare gli amministratori nominati a riferire periodicamente l’andamento delle società;
Dare quindi avvio al Bilancio Consolidato del Comune, in modo da leggere in modo trasparente l’intera attività del Comune e delle sue società
Tali azioni di buon governo consentiranno a regime risparmi attesi per non meno di 15 Milioni di Euro, Somma che potrà essere investita per finanziare aiuti alle imprese e alle famiglie.
Il Comune di Venezia agli inizi degli anni ’90 ha avviato una privatizzazione spinta e sicuramente “incontrollata” delle società municipali, tanto che ad oggi sono  14 le società detenute direttamente, 20 le partecipazioni minoritarie, e 50 le società  costituite dalle ex municipalizzate. Ciò ha di fatto creato un secondo Comune “Ombra” che conta 5.400 dipendenti (contro i 3.100 del Comune) e un fatturato di oltre € 700.000.000, maggiore di quello del Comune (€ 550.000.000), senza contare i circa 180 amministratori e 40 direttori.
A ciò vanno aggiunte le 6 Istituzioni del Comune, con i relativi consigli di amministrazione.
Tale proliferazione delle Società Comunali ha di fatto estromesso l’esecutivo del Comune dalla gestione e dal controllo dei servizi prestati ai cittadini ed in particolare dagli ingenti flussi di denaro che vengono gestiti in modo completamente “autonomo” e non “trasparente”.
Una Grande Città ritiene che sia diventato assolutamente impellente mettere mano alla razionalizzazione delle Società Comunali, che oggi sfuggono a qualsiasi controllo, ed esercitare un costante controllo politico-strategico sulle scelte degli amministratori.
Una Grande Città costituirà quindi un Ufficio di controllo (AUTHORITY) trasparente e competente, con ampia autonomia dai processi di nomina e controllo comunale, con adeguati mezzi e risorse, al fine di poter dare un giudizio sugli amministratori, che verranno riconfermati solo se raggiungeranno i risultati attesi. Opereremo inoltre per:
  • Ridurre drasticamente il numero delle Società, raggruppandole per quattro aree funzionali (acqua, energia e rifiuti; manutenzioni, opere pubbliche e servizi; viabilità, parcheggi e mobilità; gestioni immobiliari);
  • Uniformare le procedure contabili delle Società
  • Dare immediato avvio alla vendita delle società o partecipazioni, non strettamente necessarie o strategiche;
  • Ridurre i componenti degli organi amministrativi e di controllo;
  • Rinnovare i consigli di amministrazione delle società partecipate con criteri di trasparenza e meritocratici, imponendo le “quote rosa” e inserendo l’obbligo di avere una sostanziale percentuale di membri con meno di quarant’anni dotati di un adeguato profilo professionale
  • Obbligare gli amministratori nominati a riferire periodicamente l’andamento delle società;
  • Dare quindi avvio al Bilancio Consolidato del Comune, in modo da leggere in modo trasparente l’intera attività del Comune e delle sue società.
Tali azioni di buon governo consentiranno a regime risparmi attesi per non meno di 15 Milioni di Euro, Somma che potrà essere investita per finanziare aiuti alle imprese e alle famiglie.

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