Ecco postato anche qui il testo del Blog con cui per voce di Emanuele Dal Carlo abbiamo lanciato l’iniziativa all’interno del SN dei 40xVenezia.
Il ragionamento espresso ai 40xVenezia si può tranquillamente applicare a tutti i movimenti veneziani, le problematiche alla fine sono le stesse.

Nei 4 mesi trascorsi siamo riusciti a realizzare quanto ci eravamo proposti e dare inizio ad un movimento di aggregazione che sta avendo ricadute anche fuori dall’agone politico.

•    Postato originariamente da Emanuele Dal Carlo il 18 maggio 2009 nel social network dei 40xVenezia

Cari Amici,
fin dall’inizio mi sono avvicinato a questa avventura con l’idea che questa fosse probabilmente l’ultima occasione di cambiare veramente le cose nella nostra città, e seppure sia stato ascritto tra i fondatori del movimento in verità il mio ruolo, soprattutto all’inizio, è stato “tecnico” e rivolto agli strumenti della comunicazione, piuttosto che ai contenuti stessi, che ho sempre preferito lasciare a chi fosse più competente di me; cercando di aiutare il movimento a strutturarsi per favorire l’emersione e la mobilità verticale delle competenze.
 l’individuazione della necessità e la creazione di una piattaforma di discussione che aiutasse le persone a legare ed ad esprimersi liberamente ( il ning ) e altri piccoli strumenti che ci hanno accompagnato sino ad oggi sono alla fine la mera applicazione, ad un’avventura no-profit, delle competenze tipiche della mia professione che ho cercato di portare al servizio di idee che altri elaboravano.

Con la stessa logica, di “ servizio” a chi ha le idee, mi sto da tempo ( molto, quasi un anno) interrogando sul destino della nostra avventura. In questo lasso di tempo ne ho parlato con un numero sterminato di persone, sia dentro che fuori ai 40xVenezia, tentando di immaginare una soluzione che scaricasse a terra le enormi potenzialità di un movimento come il nostro senza però infiacchirne la spinta movimentista.

Col procedere del ragionamento mi sono sempre più convinto che il movimento così com’è, nella sua forma associazione / social network abbia una sua ragione d’essere e possa veramente rappresentare una controparte, quasi un contrappeso, alla politica fatta all’interno delle istituzioni.
Ma una politica fatta da chi? Quella dei partiti tradizionali, quella delle liste civetta? No grazie, almeno non per me.

La soluzione che avevo perseguito all’inizio; cioè immaginare i 40xVenezia che diventano lista civica o partito alla fine mi convinceva sempre meno (anche grazie alle molte chiacchierate con gli amici 40xvenezia ).
Come avremmo fatto a mantenere quel necessario grado di terzietà dalla politica e dagli interessi che era uno delle armi principali del movimento, quell’assenza di debiti e crediti che ci permetteva di poter alzare la voce su tutto? Come avremmo potuto convertire una accolita magmatica, trasversale e per questo vitale in una macchina organizzativa? Come uscire poi da quegli stereotipi e scatole in cui anche un po’ volontariamente ci eravamo ficcati ( veneziacentrici, intellighenzia, vagamente snob )?
Se Lista civica deve essere deve necessariamente puntare ad un consenso più allargato e andare anche al di là (mantenendo il contatto e le origini) del movimento, forse rifarsi più alla stagione movimentista veneziana che abbiamo ispirato piuttosto che ad un solo movimento.

Guardando al movimento, e alle molte discussioni, notavo poi che, oltre ai molti che invocavano la soluzione politica diretta, c’erano anche coloro che invece la rifuggivano auspicando che il movimento rimanesse tale, fondamentalmente un Think-Tank, o coloro che auspicavano che dai 40xVenezia sarebbero gemmate delle figure in grado di colonizzare la politica tradizionale.
Nessuna delle tre strade secondo me andava a rispondere a tutte le esigenze, a tutte le istanze di cui i 40xVenezia sono portatori.
La soluzione politica diretta trova proprio nell’anima movimentista dei 40xvenezia il suo freno principale, una formazione che ambisca a contare alle elezioni deve avere necessariamente una struttura organizzata, delle gerarchie operative e unità di intenti che i 40xVenezia (per fortuna?) non hanno mai avuto e probabilmente non avranno mai. Serve un motore immobile al centro di una forza che abbia queste ambizioni, spesso è una persona o un gruppo dirigente compatto, come nelle liste ad personam o nelle associazioni più dirigiste, come ad esempio Una Grande Città, che fondamentalmente nascono da un pensiero forte di pochi e da una governance definita.

Nel caso del Think-Tank abbiamo invece diverse criticità, la principale è che ci troviamo a generare un piano programmatico, un progetto di città, che poi giocoforza siamo costretti ad affidare (bontà sua) ad un terzo sul quale non abbiamo nessuna forma di controllo o contiguità. L’idea di regalare pezzi di programma a vari interlocutori politici, tutti fondamentalmente senza idee mi lascia molto perplesso, oltre ad aprire scenari di difficile gestione su chi poi dovrebbe farsi alfiere di questo programma e come dovrebbe propugnarlo. C’è poi il problema di chi invece volesse usare questo dialogo col potere per farsi “notare” su argomenti specifici all’unico fine di emergere come individuo.

L’ultimo caso, quello dei 40xVenezia che si staccano, gemmano politicamente per portare il verbo nei partiti tradizionali, sarebbe il più bello in un mondo perfetto, purtroppo i partiti sono delle macchine tritacarne che sfuggono a logiche di merito e competenza, se tutti facessero le primarie potremmo spingere i nostri pupilli in posizioni che contano ma per come è organizzato il sistema partitico ed elettorale le speranze che questa contaminazione avvenga sono flebilissime. Questo sicuramente non è uno scenario percorribile entro il 2010 ma magari un percorso che si svilupperà negli anni a seguire.

Da tutte queste istanze però si può prendere qualcosa ed è appunto questa la sfida, creare una interfaccia politica che mantenga intatta la parte movimentista dei 40xVenezia ma che sia capace di trasformare le idee in progetti e i progetti in realtà; portandoli in prima persona nell’agone politico e avendo come contrappeso nella società civile un movimento o un gruppo di movimenti che su essa abbiano un controllo diretto, avendo moltissime delle persone coinvolte in comune.

Nel corso dei miei dialoghi con molti amici del movimento, e altrettanti che invece non ne fanno parte, mi sono sempre più convinto che l’unica strada possibile sia quella di creare una lista civica assolutamente post-ideologica, che punti al governo della città e che fornisca agli elettori quella necessaria discontinuità con la politica tradizionale e con le precedenti amministrazioni che è necessaria per rinnovare Venezia dalle fondamenta.
Tale lista deve raccogliere e sintetizzare il meglio delle idee e progetti che vengono dalla società civile Veneziana e iscriverle nell’agenda cittadina offrendosi come complementare alla politica tradizionale.

Ma come dare a questa compagine quel necessario vantaggio competitivo che le può permettere di competere con partiti molto organizzati e con enormi risorse economiche che combatteranno per ogni centimetro del loro terreno?
Se fossi milionario ci metterei della grana ma non essendo così ho cominciato a ragionare su come dare a questo progetto un margine e pensandoci l’ho trovato proprio nell’ambito della mia professione, i costi di comunicazione sono una delle voci principali in campagna elettorale e se si riuscisse ad annullarli o limitarli di molto improvvisamente il denaro necessario non sarebbe più una cifra inarrivabile.
Ho cominciato quindi a ragionare sulla possibilità di coinvolgere un team di professionisti della comunicazione e di strategia e organizzazione politica, disposti a giocarsela in una battaglia impari ma estremamente creativa, indipendente e folle e vi posso assicurare che non è stato facile ma in città gli idealisti non mancano. Immaginate per un attimo un dream-team di creativi, spin doctor, sondaggisti, produttori di eventi, ufficio stampa, e compagnia bella che decide di appoggiare questa lista civica e dargli tutto l’appoggio necessario? Che ne dite come vantaggio competitivo?

Insomma per farla breve l’idea di base è quella di fornire a chi di voi intende metterci la faccia , le idee e l’energia come possibile candidato o attivista una struttura organizzativa completa, uno stato maggiore che sia in grado di mettere in campo forti capacità organizzative, programmare la raccolta fondi e mettere in moto la macchina elettorale per portare le idee della società civile veneziana a giocarsela finalmente alla pari con gli apparati del potere nella speranza che la città si sblocchi e che faccia saltare questo orrendo e osceno sistema di potere che ci inchioda a terra.

Cosa voglio in cambio ? Quando dico nulla non ci crede nessuno e allora ho elaborato una risposta che spero basti anche ai più macchiavellici e sospettosi: io non ho intenzione di candidarmi, non ho ambizione politica e non mi piace parlare in pubblico ma amo il mio lavoro e amo essere un imprenditore, farlo in una città bloccata in cui si lavora solo per amicizie, o peggio, è fatica, se non impossibile; in cambio voglio la certezza che chi ce la farà mi garantisca correttezza nei bandi pubblici, trasparenza amministrativa e liberazione di risorse a favore di chi crea posti di lavoro e ricchezza per la città, perchè credo che nel lavoro e nello sviluppo sia la risposta a tutte le problematiche dalla residenza alla legalità.

Riassumo qui alcuni dei punti che ritengo più salienti del ragionamento per chi ama i bignami:

* Creazione di una forza politica esterna ai 40xVenezia popolata da i 40xVenezia che ci credono, ma non solo, che punti ad un vasto consenso e che si basi su forte volontariato e azione dal basso.
* La forza politica sarà post-ideologica e punterà in maniera chiara al governo della città, se non potrà raggiungerlo da sola si alleerà con chi meglio le garantirà l’implementazione del suo programma.
* Il programma verrà raccolto dalle istanze dei movimenti che al contempo ne garantiranno la coerenza applicativa popolando la formazione politica e contaminandola.
* La macchina organizzativa e strategica verrà gestita da strutture e persone altamente qualificate che si occuperanno di tutti gli aspetti organizzativi ed elettorali.
* Siete tutti invitati.

Ho scelto di uscire adesso in pubblico sul Ning, anche per aiutare il Ning a liberare tutte le sue energie, come?
Da troppo tempo stiamo aspettando Godot e continuiamo a girare introno al problema principale e cioè l’implementazione della nostra idea di città. Penso che la mia soluzione possa sbloccare la situazione, aiutare il movimento a prendere delle decisioni e aiutare a chi vuole fare solo il movimentista a mettersi il cuore in pace sapendo che i 40xVenezia non diventeranno mai lista civica ma al contempo dargli una garanzia che ci sarà qualcuno che la pensa come lui, che non risponde a nessun apparato, che prenderà le sue idee, i suoi progetti e li porterà a compimento.
Alla fine dovremo scegliere in libertà, nel rispetto della sensibilità personale, se dare il nostro voto a dei professionisti della politica che dovrebbero prendere il nostro progetto e farlo loro o decidere se votare per chi il progetto lo ha sognato, scritto, sospinto, condiviso.

Per chi si preoccupa che questa cosa sia compatibile o meno con il mio ruolo di Vice Presidente dell’associazione sono disponibile a dare da subito le dimissioni dal mio ruolo, che in caso di successo dell’operazione dovrei abbandonare comunque.

Questa uscita l’ho maturata parlando con molte persone all’interno dei 40x; alcuni hanno preferito altre strade e li rispetto, altri non erano interessati, ma molti condividono i passaggi logici e le conclusioni a cui sono giunto e mi hanno aiutato in maniera decisa a fare l’ultimo miglio. Ho anche l’impressione dal tono di molti commenti che ci siano molte persone che condividono questo orientamento e aspettavano solo che qualcuno lo dicesse apertamente.

Insomma io ci sono, io lo faccio, anche per rispondere ad un quesito che mi pongo da mesi.. alle prossime comunali chi cavolo voto? Voi che cosa ne pensate, chi ci sta?

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